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Edifici degradati: pieni poteri al Sindaco

Pubblicato da Appartamentiusati.it il 18 Giugno 2019
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Nel Decreto Sblocca Cantieri c’è una nuova norma che nella gestione degli edifici degradati assegna molti più poteri speciali a sindaci ed amministrazioni, rischiando di creare molti problemi.

Sarà infatti il Comune a dichiarare lo stato di degrado di un edificio, e sarà la stessa amministrazione a chiedere al Tribunale una nomina speciale. Riguardo agli edifici degradati, poi, il nuovo gestore della situazione avrà potere di prendere decisioni urgenti, anche passando oltre il parere delle assemblee.

Sarà prima di tutto il Sindaco che potrà intervenire con poteri molto pesanti nel caso in cui nel territorio di sua competenza vi siano edifici degradati o in stato di particolare declino. Egli potrà chiedere al Tribunale la nomina di uno speciale amministratore che dovrà riqualificare l’intera area. A definirlo è l’art. 5 dis del nuovo Decreto Sblocca Cantieri (32/2019) che il Senato ha approvato lo scorso 5 giugno. La norma prevede che negli edifici degradati, anche condominiali, dichiarati tali dal Comune, sarà il Sindaco a chiedere la nomina di un’amministratore giudiziario.

Tale amministratore poi «assume le decisioni indifferibili e necessarie in funzione sostitutiva dell’assemblea». Nel caso del condominio però per far avvenire tale situazione si deve verificare almeno una di queste condizioni: non vi siano provvedimenti utili per gestire la cosa comune, non si formi una maggioranza in assemblea, la delibera non viene eseguita. In tal caso il Sindaco dichiara lo stato di degrado con ordinanza specifica secondo l’articolo 5o, comma 5, del Dlgs 267/z000, come indicato nella disciplina in materia di sicurezza delle città (Dl 14/2017).

Il Sindaco quindi può richiedere l’intervento dell’Autorità Giudiziaria anche nei casi che fino ad ora erano riservati ai condòmini. Lo Sblocca Cantieri poi prevede che l’Amministratore di nomina giudiziale assume decisioni indifferibili e necessarie, sostituendosi all’assemblea. Tale potere è legato strettamente allo stato di degrado dell’edificio dichiarato dal Sindaco. Ancora incerto però il significato di “assumere le decisioni indifferibili” e le modalità con le quali il nuovo Amministratore le dovrà adottare. Gli amministratori di nomina giudiziale poi durano per legge solo un anno e sono comunque revocabili dall’assemblea condominiale. Insomma, un provvedimento che desta ancora molta incertezza.

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